Roma, 20 feb – Dal 2005, SAR e i partner collegati si sono strutturati in “sezioni” e “reti” costruendo una comunità globale impegnata ad aiutare gli studiosi e a promuovere la libertà accademica ovunque. Esistono a oggi sezioni nel Regno Unito, Paesi Bassi, Irlanda, Norvegia, Canada, Svizzera, Svezia, Germania, Finlandia e Stati Uniti. Non solo, nel 2012 SAR ha lanciato un progetto di monitoraggio della libertà accademica – una collaborazione tra ricercatori che documentano gli attacchi all’istruzione superiore – con lo scopo di denunciare pubblicamente le violazioni e proteggere le persone vulnerabili. Nel 2015 è stato redatto il primo documento (Free to Think) che analizzava 333 attacchi (dal 2011 al 2015) in 65 paesi, dimostrando la pressante necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica. Nel 2018, in un solo anno, gli attacchi sono stati 294 in 47 paesi. Si tratta di violenze da parte di individui armati e gruppi contro campus o singoli studenti e studiosi; di detenzione illecita, pratiche illegali e persecuzioni per limitare ogni libera espressione accademica; di repressione di manifestazioni; di costrizione in campi di rieducazione dove è negata l’assistenza legale e praticata la violenza fisica e psicologica; di pressioni indebite da parte di attori statali e non statali che prevedono reclusione, licenziamenti di massa, azioni penali, restrizioni ai viaggi all’estero, rifiuto mirato di ingresso o uscita dal paese ed espulsioni; di minacce all’autonomia istituzionale, comprese le azioni statali per far chiudere le università e centri di ricerca. L’analisi dimostra che gli attacchi sono condotti da attori statali e non statali, in società democratiche e non: questa violenza non solo danneggia direttamente le persone, ma compromette il sistema di istruzione superiore riducendo il libero spazio di pensiero mettendo in discussione la condivisione di idee in modo libero e sicuro. SAR, anche attraverso il Free to Think, riesce a monitorare la libertà accademica e gli studiosi a rischio con l’obiettivo di proteggere gli individui più vulnerabili. (Kgn / BIG ITALY)