Roma, 21 feb – “Non entro nel merito delle incompatibilità sollevate, perché ritengo che il governo che mi ha proposto e il Parlamento che mi sta ascoltando abbia legali capaci di dare una risposta a questi argomenti. Semmai la nomina non fosse legittima, come mi è stato assicurato, sarò felice di esercitare le funzioni altrimenti non brigherò come non ho brigato per mantenere l’incarico”: così il professor Paolo Savona, in audizione in commissione Finanze al Senato nell’ambito dell’esame della proposta di nomina del Presidente della Consob. Il via libera del Consiglio dei ministri per l’ottantaduenne economista alla guida della Commissione nazionale per le società e la Borsa era arrivato lo scorso 5 febbraio, ma la procedura di nomina dovrà essere completata visto che la Commissione è un organo collegiale composto da un presidente e da quattro commissari, nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio: prima di arrivare al Colle si passa inoltre attraverso il parere delle Commissioni parlamentari competenti. “Di fronte a persone relativamente giovani rispetto a me, penso che sia difficile concepire il fatto che oggi si possa essere per età o per preparazione sempre al servizio degli interessi del paese. Questo è stato sempre il mio spirito e rimane tutt’oggi: non sono assolutamente attaccato all’incarico che mi è stato proposto e non mi resta che aspettare il giudizio che verrà dato” aggiunge Savona, sottolineando: “In merito al discorso circa la mia potenziale influenza per le mie passate esperienze, teniamo presente che ci sono altri 4 membri della commissione, quindi se anche io fossi il più scellerato non potrei mai far passare una delibera che non fosse nell’interesse generale”. Per quanto riguarda i dubbi sollevati sull’età per un incarico settennale, Savona scherza: “Non posso non fare i debiti scongiuri: io me la sento . . .”. (SEGUE)