Roma, 21 feb – Vale anche per la sanità, tra i temi più sentiti e vicini ai cittadini. L’UE può fare molto. È importante quanto stabilito ieri, sulla politica di coesione 2021-2027. I commissari Cretu (Regioni) e Andriukaitis (Salute) hanno infatti lanciato un progetto pilota per migliorare i servizi di emergenza transfrontalieri nei Pirenei, tra le regioni frontaliere di Francia, Spagna e Principato di Andorra. “Deve essere portato anche sui confini italiani”, commenta il presidente Uncem. Molte nostre Regioni sono già sulla strada giusta, con progetti che rispondono a quanto si vuole inserire per la salute nella nuova politica di coesione: un sistema di assistenza sul territorio con l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale. “Gli sviluppi nell’ambito dell’assistenza sanitaria – spiega Marco Bussone – richiedono diversi investimenti nelle infrastrutture, che si tratti di centri di assistenza primaria e sul territorio o di programmi di prevenzione, assistenza integrata e formazione del personale. La politica di coesione può contribuire a sostenere questi investimenti”. I medici nelle regioni di frontiera oggi non possono assistere i pazienti bisognosi di assistenza medica urgente che si trovano oltre il confine. Per risolvere questa situazione, il progetto “When medical emergency systems erase borders”, per la gestione delle emergenze mediche senza confini, mira a garantire il riconoscimento reciproco preventivo dei medici da entrambi i lati della frontiera. “Chiederemo questo progetto venga reso stabile, strutturale nella nuova programmazione – prosegue il presidente Uncem – è determinante, fondamentale per i territori alpini, per le regioni italiane sul confine, per rafforzare un percorso di Alpi-cerniera nel quale crediamo da decenni”. (red)