Roma, 21 feb – Da smart city e da smart village, si passa a smart land e communities. “Questo è il grande obiettivo – prosegue Bussone – Non bastano risorse per singoli paesi, singoli borghi, ma si deve passare a un concetto ampio di territorio che cresce, innova, unisce per investimenti fondi del Feasr, dunque del Psr, dell’Fse e del Fesr. I borghi uniti, insieme, sono spazio delle nostre manifatture, delle imprese, del nuovo welfare, della condivisione di dati, opportunità, lavoro a distanza, cultura, turismo. Questo diremo con forza nella campagna elettorale delle elezioni europee 2019. Questo i Comuni dicono con forza a tutti gli Europarlamentari, alla commissaria Cretu e a tutte le DG, in particolare Agri e Regio. La nostra mobilitazione è già partita, il nostro impegno è già sul tavolo”. L’Italia deve essere meno timida su questo fronte, verso l’accordo per la programmazione 2021-2027 e l’uso dei fondi strutturali UE: il Paese dovrà puntare dritto all’Agenda Montagna UE, ai sensi dell’articolo 174 del Trattato di Lisbona, e dovrà credere fino in fondo nelle Strategie macroregionali, Alpi con Eusalp e Appennino con Eusair che unisce le due coste dell’Adriatico. Determinazione, strategie, idee, progetti. (SEGUE)