Roma, 25 feb – Gianluca Vialli e Roberto Mancini hanno scritto una delle pagine più belle e appassionanti nella storia del calcio italiano, quella legata agli anni vissuti insieme nella Sampdoria di Mantovani e Boskov che vinse lo scudetto e sfiorò a Wembley la Coppa dei Campioni. La coppia dei gemelli doriani del gol si è ricomposta sul palco della Sala Buzzati, nella sede del Corriere della Sera, per la consegna a Vialli del premio internazionale “Il bello del calcio”, istituito nel 2006 dalla Gazzetta dello Sport in ricordo di Giacinto Facchetti e giunto alla sua tredicesima edizione. Gianluca Vialli e Roberto Mancini uno al fianco dell’altro, come ai vecchi tempi, tra sorrisi, ricordi e battute che hanno movimentato una giornata importante. Una coppia che il presidente federale Gabriele Gravina vorrebbe ricomporre anche in azzurro, come dimostra l’offerta di ricoprire il ruolo di capo delegazione della Nazionale fatta nelle scorse settimane a Vialli. Un ruolo al quale l’ex calciatore anche oggi ha ribadito di pensare seriamente: “Può essere una prospettiva, ringrazio il presidente Gravina per questa offerta della quale sono molto orgoglioso. E’ un ruolo prestigioso che va fatto con responsabilità. Ho chiesto del tempo per riflettere, ragionamenti che sto facendo con la famiglia. Certo sarebbe fantastico prendermi cura ancora una volta di Roberto”.
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