Roma, 26 feb – “Ha proprio ragione il ministro dell’Economia Giovanni Tria, quando afferma, a proposito della Tav, che gli accordi vanno rispettati, altrimenti nessun investitore sarà più disposto ad investire soldi in Italia. Il problema, come dice giustamente il ministro Tria, non è tanto la Tav in se stessa, ma il non rispetto degli accordi da parte italiana. In realtà, la disaffezione degli investitori internazionali al nostro Paese è già cominciata da diverso tempo, a prescindere dalla vicenda Tav”, “Basta osservare i dati sui deflussi di capitale dal nostro Paese registrati negli ultimi 9 mesi, oppure gli ultimi dati di Assogestioni sul calo del risparmio gestito o, più semplicemente, l’aumento dei rendimenti sovrani dei nostri BTP per averne la prova più inconfutabile. Il problema è che questo trend è destinato a proseguire nei prossimi mesi”. Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia. “In una sua recente nota, la società finanziaria Capital Economics ha, infatti, previsto nuove tensioni sul nostro debito sovrano, stimando che lo spread possa arrivare fino a quota 375 punti base entro la fine dell’anno. L’incertezza internazionale dovrebbe incentivare i trader ad acquistare titoli di Stato dei Paesi ‘core’ dell’Eurozona, come la Germania o l’Olanda. Per l’Italia, invece, è prevedibile un nuovo scontro con la Commissione sul bilancio 2020 e sulla manovra correttiva, che potrebbe creare un altro sell off di BTp con la volatilità che potrebbe tornare sui livelli visti a maggio 2018. Senza dimenticare che la casa d’affari inglese prevede un debito pubblico al di sopra del 145,0% nei prossimi 10 anni e un deficit per quest’anno che potrebbe arrivare, in caso di recessione annuale, fino al 5,28%. Non rispettare i patti, alla fine, può costare davvero molto caro al nostro Paese”. (red)