Roma, 27 feb – Il tema dell’audizione era la revisione del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (Sevif) e antiriciclaggio, oggetto della riunione del Consiglio dell’Unione europea sui temi dell’economia e finanza (Ecofin) del 12 febbraio. Una revisione che secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria difficilmente sarà portata a termine entro la fine della legislatura Ue. In Commissione finanze al Senato, il responsabile del dicastero di via XX Settembre però ha parlato di molto altro. Sollecitato dalle domande dei senatori, Tria ha fatto una rivelazione “storica” sul bail-in, ovvero il sistema di risoluzione di una crisi bancaria che prevede l’esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti, correntisti della banca stessa e che è stato introdotto nel 2016. Tria menziona Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia tra il 2013 e il 2014 con il governo Letta: Sul bail-in “certo che condivido l’opinione di Patuelli (presidente dell’Abi, ndr), credo che quando fu introdotto fossero quasi tutti contrari, da quello che so anche la Banca d’Italia si oppose in modo discreto a questo bail-in – racconta Tria – Dalle notizie che si hanno, l’allora ministro Saccomanni fu praticamente ricattato dal ministro delle Finanze tedesco sul fatto che se l’Italia non accettava si sarebbe diffusa la notizia che non accettavamo perché avevamo il sistema bancario prossimo al fallimento”. “Condividendo il fatto che dovrebbe essere abolito – aggiunge il ministro – non significa che prevedo che possa essere abolito in tempi brevi o che ci sia una convergenza tale che si possa arrivare, almeno per ora e non so se in futuro, all’abolizione”. Sempre in tema di banche, Tria sostiene inoltre – in merito al decreto per i rimborsi ai truffati – che da parte dell’Europa “finora c’è stata solo una richiesta di informazioni su una serie di punti a cui noi abbiamo preparato una risposta in difesa della legge, con un’interpretazione che consenta di non violare le norme comunitarie, quindi una bozza di decreto attuativo che avalla questa interpretazione”. (SEGUE)