Roma, 27 feb – Il Carnevale celebra la diversità e nel cibo di un tempo la carne segnava inequivocabilmente la diversità della festa. Il maiale entra anche nella lasagna napoletana (polpette, salame, latticini e ragù di carne gli altri ingredienti principali) e nel misto delle carni da ragù dei vincisgrassi marchigiani (con la besciamella), mentre ha un ruolo minore, ma pure è presente, nella lasagna alla bolognese. Ma la lasagna (di solo grano o anche di spinaci, assumendo un colore verde) ormai si condisce praticamente con tutto: ragù vegetale, pesce, crostacei. A lunga distanza dalla lasagna si piazza la polenta, condita a sua volta da sughi di carne ricchi e alquanto grassi, a esempio salsiccia e spuntature di maiale. Eppoi la pasta al forno (il sugo è quello della lasagna alla napoletana, ma si usano i maccheroni o i loro derivati), i panzerotti fritti pugliesi (ripieni di carne), i ravioli al ragù con piccole differenze tra una provincia e l’altra del Nord, i fagioli con il maiale mangiati in grande quantità a Ivrea dopo la Battaglia delle arance. (red)