Bruxelles, 27 feb – Pubblicata oggi la Relazione della Commissione europea sulla valutazione dei progressi in materia di riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici degli Stati membri. Il Capitolo dedicato all’Italia del 2019 segnala la contrazione dell’economia italiana, pur in un contesto generale di rallentamento della zona euro. Dopo una crescita del PIL reale dell’1,6 % nel 2017, l’attività economica ha subito un rallentamento nel corso del 2018, con una diminuzione delle esportazioni e della produzione industriale già all’inizio dell’anno, sullo sfondo delle preoccupazioni per il commercio mondiale. A una situazione già debole, sono venuti a aggiungersi i problemi specifici dell’industria automobilistica relativi alla certificazione delle autovetture nell’ambito della nuova procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale. Secondo l’analisi della Commissione, anche la seconda metà del 2018 ha visto una contrazione del PIL reale con un indebolimento della domanda interna. Solo grazie a un riporto relativamente forte dall’anno precedente, il PIL reale è riuscito a crescere dell’1,0 % nel 2018. I consumi delle famiglie sono considerevolmente calati nel 2018 e si è registrato un calo delle vendite di autovetture e altri beni di consumo durevoli. Nonostante l’aumento del reddito disponibile e una fiducia dei consumatori relativamente elevata, nota l’Esecutivo comunitario, la spesa per i consumi è aumentata solo moderatamente a causa dell’incidenza dell’aumento dei prezzi del petrolio sui consumi privati e le tensioni sui mercati finanziari sembrano aver ridotto la spesa per i consumi e spinto i nuclei familiari ad aumentare i risparmi. La Commissione prevede che la ripresa degli investimenti privati continuerà a rallentare a causa della maggiore insicurezza delle prospettive economiche e del venir meno di condizioni favorevoli quali una politica monetaria accomodante e incentivi fiscali. Le prospettive di crescita dell’Italia appaiono modeste e soggette all’incertezza e a un intensificarsi dei rischi di revisione al ribasso. La crescita del PIL reale dovrebbe attestarsi allo 0,2 % nel 2019 e allo 0,8 % nel 2020. (GIf)