Roma, 1 mar – Secondo l’ex ministro e presidente lombardo Roberto Maroni, intervistato da Repubblica il centrodestra è finito, il futuro della coalizione corre lungo l’asse sovranista ma – sorpresa – ora serve un partito del Nord. Che affianchi la Lega nazionalista. “Non ha più senso parlare di centrodestra – argomenta Maroni – con un’area moderata e una populista. Esiste solo un’area sovranista e al suo interno c’è spazio per una componente centralista e un’altra autonomista. Si gioca dentro uno schema diverso”. Da qui l’ipotesi di un nuovo partito: “il punto è che l’Italia degli 8mila comuni e delle diversità ne ha bisogno. Si può essere sovranisti e insieme autonomisti e ad oggi quest’area non ha un reale interlocutore”. Neanche dalla Lega, quindi? “La Lega è il partito egemone. Ma i ceti produttivi sono presenti soprattutto al Nord e hanno bisogno di una rappresentanza particolare, fatta di concretezza e coraggio”. Anche perché l’economia va male. “È la grande incognita. Quando ci sarà da decidere sulle clausole di salvaguardia cosa si farà? O ti inventi qualcosa oppure sei costretto a fare misure impopolari”. Ma lei è interessato a farsi promotore di questo percorso sovranista e autonomista, magari insieme ad altri governatori, penso a Toti? “Come osservatore, senza incarichi e senza ruoli. . . Credo che nel 2020 si tornerà al voto e a quel punto ci sarà davvero bisogno di questa seconda gamba a fianco della Lega”. (red)