“Ponti ha fatto un supplemento di integrazione, io ho semplicemente detto che se fosse necessario, una volta riuniti intorno al tavolo con i ministri competenti e con dossier e documenti alla mano, potremmo chiedere un supplemento di indagine. Se dovesse emergere qualche profilo di quella valutazione costi-benefici che merita approfondimento chiederò agli esperti che hanno redatto quella relazione e, in piena trasparenza, condurremo questo percorso e comunicheremo il risultato”. Lo afferma, in un colloquio con la Stampa, il premier Giuseppe Conte, che parla anche dell’impegno comune con la Francia per la Libia, sottolineando che “La stabilizzazione della Libia è un cammino concreto che passa anche dal rafforzamento dell’intesa tra Italia ed Emirati Arabi Uniti e sulla consapevolezza di una opportuna convergenza anche tra Roma e Parigi” in merito al dossier del Paese maghrebino. Il premier spiega che tra Italia e Francia c’è stata “una differenza di metodo, di approccio, come quella di fissare elezioni a tutti i costi: metodi del genere rischiano di risultare impositivi e non portano a nulla”. Conte tiene a precisare che la politica estera del governo gialloverde si basa “su un approccio inclusivo e rispettoso, nell’assoluto rispetto del principio di autodeterminazione del popolo libico”. Sulla Libia potrebbe definirsi l’inizio di una nuova fase nei rapporti tra i due Paesi: “Al momento con Parigi c’è convergenza di obiettivi e un aggiornamento costante”. (1 MAR / red)