“Il milione e mezzo ai seggi, il lungo fiume di persone di sabato a Milano, i pienoni alle presentazioni del libro” sono per Matteo Renzi “splendidi segnali di una comunità viva e di una stagione politica, quella del M5S, che volge al termine”. L’ex presidente del Consiglio in un colloquio con il Messaggero perla di “una vittoria bella e netta” e di un successo per Zingaretti “quasi uguale al mio” e dovuto al “fatto che la gente non ne può più”. “Ora abbiamo un segretario forte” al quale l’ex premier rinnova l’impegno scritto nel suo ultimo libro: “Chiunque vincerà avrà il nostro sostegno”. Quindi, “nessuna guerriglia da parte mia”. Sostiene poi che “in qualche modo il governo e questa maggioranza arriveranno a maggio”. E dopo? “La partita vera inizia dopo”. “C’è un pezzo di Italia che guarda con interesse a ciò che facciamo” aggiunge, “godiamoci questa giornata” anche perché loro “stanno morendo e noi torniamo in pista” e “darò una mano – assicura -, come tutti gli ex, ma non voglio incarichi”. Ribadisce poi il paletto del “mai con Di Maio”: “Sono contento che tutti e tre abbiano detto no all’accordo con il M55”, ripete Renzi quasi a ricordare al vincitore l’impegno preso. Sul tema delle alleanze possibili, non si sbilancia anche se con i suoi ammette che “è stata una mia passione”. “Ma ora è tutta materia del nuovo segretario” precisa. (4 mar – red)
