Roma, 4 mar – “Fare lo scrutatore ai gazebo è stata un’esperienza entusiasmante. Possiamo contare su persone motivate, che hanno votato in un clima di festa democratica. Al mio seggio abbiamo dovuto fotocopiare più volte le schede. Hanno votato forse più di mille persone”. Così Carlo Calenda, in una intervista al Messaggero, parlando delle primarie del Pd vissute nello stand di piazza del Popolo, a Roma. E a Grillo che parla di primarie “frou frou” replica: “Rappresenta la politica elitaria gestita da un gruppetto ristrettissimo di persone e amministrata da una srl. Non può capire cosa sono le primarie né i 200.000 di Milano contro il razzismo. Uno che fa votare 50.000 persone – dice lui – su una piattaforma privata senza certificazioni per salvare Salvini, non può proprio capire cosa significa incontrare migliaia di persone in carne e ossa che ti lasciano il telefonino e ti dicono chiamami”. Secondo l’ex ministro il Pd esce da queste primarie “rafforzato. C’è un’Italia che ne ha le scatole piene di un governo di grandi proclami e di inconsistenze ancor più grandi. Poi i voti ‘veri’, le regionali, raccontano che quando il centrosinistra trova una formula politica aperta e un front runner convincente la società reagisce. Superare il 30% in Abruzzo e Sardegna nelle condizioni date è un segnale fortissimo ma sappiamo di non essere autosufficienti”. Sottolinea che “iI 60% degli italiani non è contento del governo ma il 50% dice di voter votare Lega o M5S. C’è dunque un problema di offerta politica. Che possiamo iniziare a coprire con liste di grande qualità per le elezioni europee. Tutti sanno che mi batto per una soluzione che unisca tutte le forze civiche e politiche europeiste. E questa giornata dà forza a questo progetto. Da domani con il nuovo segretario bisognerà lavorare solo su questo”. (red)