Roma, 5 mar – “Torino è diventata il simbolo di una regressione culturale. Da qui dobbiamo ripartire per ridare fiducia al Paese”, la Tav “a torto la si considera un problema torinese, piemontese, settentrionale. Ma il costo dell’incertezza lo pagano tutti gli italiani. L’arrogante leggerezza con cui il governo affronta un tema così delicato è l’immagine di come non si governa un Paese moderno”, “l’hanno capito tutti che l’Italia la governa Salvini. Il quale fa prevalere l’interesse del partito su quello nazionale. E’ un lucro miserevole”. Così Nicola Zingaretti, in una intervista a La Stampa, in occasione del suo primo impegno da nuovo segretario del Pd, a Torino, a sostegno del governatore Sergio Chiamparino. E dell’ipotesi di mini-Tav dice: “Non penso che le divergenze tra M5S e Lega siano sul progetto, ma sull’opera in sé. Dossier, studi e contro studi servono solo a nascondere un gigantesco problema politico. Un gioco delle tre carte a spese del Paese. Non l’unico. Il costo dell’odio sparso a piene mani per sopperire all’assenza di cultura di governo”. (red)