Roma, 5 mar – L’importo annuo medio per famiglia sarà pari a 5 mila euro, corrispondente al 66,8 per cento del reddito familiare, per un costo totale pari a 6,6 miliardi di euro su base annua”. Un altro allarme lo ha lanciato l’ispettorato del lavoro: secondo il direttore Leonardo Alestra “siamo in una condizione depotenziata rispetto all’onere aggiuntivo della somministrazione della nuova misura. L’ispettorato soffre di una grave carenza organica, carenze che si potranno anche accentuare”. Niente di gravissimo però: “Siamo comunque in grado di far fronte alla situazione, l’azione potrebbe essere ancora più incisiva se ci fossero altre risorse. Non siamo in un contesto del tutto inadeguato, ma tutto potrebbe funzionare meglio se fossero messe a disposizione le risorse già stanziate dal legislatore”. Sempre da Poste invece arriva una precisazione: “La gestione delle movimentazioni sarà messa a disposizione del Mef ma noi non entreremo nel merito della verifica dei requisiti patrimoniali richiesti, non possiamo dare informazioni sull’esito della pratica: non può accreditare importi senza fondi senza il flusso dispositivo dell’Inps. Poste non verifica i requisiti e non si occupa della sussistenza e della permanenza dei requisiti di legge”.
(Sis)