Roma, 5 mar – “Alcuni atti sono stati già avviati, come il patto d’azione per Terra dei Fuochi; la norma del Decreto Sicurezza che individua i percorsi di tutela da incendi delle piattaforme di rifiuti; la legge Terra Mia, che affronterà le vicende delle Terre dei Fuochi e quei siti orfani di tutela. A tale scopo, nel piano di stabilità ho fatto inserire delle risorse, dunque, qualcosa si sta muovendo. Questa condanna a carico dell’Italia ci dà la forza per dimostrare che stiamo facendo qualche cosa. Giusto fare quelle indagini per poi avere il coraggio di cambiare le cose”. La maggior parte dei roghi sono censiti ai danni degli impianti di gestione e riciclaggio dei rifiuti. Siti inseriti in un elenco di aree sensibili, fino ad ora neanche censiti. Ora vengono catalogati e monitorati con controlli continui ad opera delle forze di polizia dispiegate nei territori a rischio. Inoltre, grazie all’art. 26 bis – voluto dal parlamentare Carlo Sibilia – inserito nel decreto sicurezza, questi impianti di stoccaggio dei rifiuti devono dotarsi di sistemi antincendio, vincolo che finora non era obbligatorio. Dunque, il Governo ha segnato e sta segnando un cambio di passo radicale e completo rispetto agli anni precedenti. (Com)