Roma, 6 mar – Per il senatore del Pd la non istituzione del Comitato ha rappresentato “una scelta politica che fa da spartiacque fra chi ha interesse e ha a cuore gli italiani nel mondo e chi da un lato predica interesse, ma dall’altro pratica indifferenza”. Gli fa eco la collega di partito Laura Garavini, anche lei eletta all’estero, la quale ha sottolineato la necessità “anche a livello legislativo, anche all’interno dell’istituzione del Senato, di un organo istituzionale ad hoc, finalizzato espressamente a valutare quali provvedimenti possano essere messi in campo: da un lato a sostegno delle nostre comunità all’estero ma, dall’altro, anche finalizzati a frenare queste nuove ondate migratorie, che stanno assumendo dimensioni preoccupanti”. Il senatore di Forza Italia Raffaele Fantetti, infine, ha denunciato come questo voto sia stato “il più grande atto istituzionale ostile da quando gli eletti all’estero sono in Parlamento”. “Ai colleghi della Lega, con i quali abbiam fatto campagna elettorale insieme e anche a quelli del movimento Cinquestelle – conclude il senatore eletto all’estero – voglio ricordare che in nessuno dei due programmi erano previsti l’abolizione del Comitato degli italiani all’estero né il taglio della rappresentanza parlamentare”. (Roc)