Bruxelles, 6 mar – Di fronte alla più grave crisi dei rifugiati che ha colpito il mondo dopo la Seconda guerra mondiale, l’UE è riuscita a realizzare un cambiamento radicale nella gestione della migrazione e nella protezione delle frontiere. L’Unione europea ha offerto protezione e sostegno a milioni di persone, ha salvato vite umane, ha smantellato reti di trafficanti e ha fatto scendere gli arrivi irregolari in Europa al livello più basso registrato in cinque anni. Occorre tuttavia fare di più per rendere la politica dell’UE in materia di migrazione realmente adeguata alle esigenze future, in vista di un contesto geopolitico in costante evoluzione e di un costante aumento della pressione migratoria su scala mondiale. “Negli ultimi quattro anni, l’UE ha compiuto progressi significativi, con risultati concreti, nell’affrontare la sfida della migrazione. in circostanze molto difficili, abbiamo agito insieme – ha dichiarato il primo vicepresidente Frans Timmermans – L’Europa non è più colpita dalla crisi migratoria che ha vissuto nel 2015, ma rimangono problemi strutturali. Gli Stati membri hanno il dovere di proteggere e di prendersi cura di coloro a cui offrono rifugio. Continuare a lavorare insieme, attraverso un approccio globale, in solidarietà, e con un’equa ripartizione delle responsabilità, è l’unica via percorribile se l’UE vuole essere all’altezza della sfida migratoria.” (SEGUE)