Roma, 7 mar – Le donne laureate sono inoltre penalizzate anche dal punto di vista retributivo: una donna laureata da quattro anni che lavora al Sud ha un reddito medio mensile netto di 300 euro inferiore a quello di un uomo (1000 euro contro 1300). A livello nazionale il differenziale è di poco inferiore circa 250 euro. Il differenziale riflette differenze significative nel carattere dell’occupazione, nei regimi di orario oltre che nelle tipologie di laurea con le donne che sono più concentrate nelle lauree meno favorite in termini di occupazione e retribuzione. Le donne lavoratrici dipendenti guadagnano in media 1.281 euro mensili nette, se sono impegnate a tempo pieno, contro i 1.398 delle loro omologhe nel Centro-Nord. Tra le laureate il divario di genere si attenua ma non si annulla. La povertà femminile è più drammatica al Sud Le donne in Italia rappresentano il 14,3% delle persone senza dimora: secondo l’ISTAT, si tratta di persone con un’età media di circa 45 anni, che vivono la condizione di senzatetto mediamente da poco meno di tre anni. Oltre il 20% vive nelle regioni meridionali e insulari. Più di un quarto ha un lavoro, (il 28%), che le impiega in media per 15 giorni al mese, da cui ricavano un guadagno di 330 euro. Gli eventi scatenanti legati alla condizione di senza dimora per le donne sono nella maggior parte dei casi riconducibili a rotture familiari, separazione dal partner e/o dai figli (70%), per quasi la metà alla perdita del lavoro stabile (49,7%), infine, per il 27,6%, alla presenza di malattie croniche, forme di disabilità e/o di dipendenza da sostanze e alcool. (PO / SEGUE)
