In occasione della Festa Internazionale della Donna, l’Organismo Congressuale Forense (OCF) – l’organismo di vertice di rappresentanza politica dell’Avvocatura italiana – esprime la propria netta contrarietà all’impianto normativo della riforma del diritto di famiglia elaborata dal governo, “che se attuata segnerebbe un passo indietro nel percorso di tutela dei minori e dei loro diritti, con gravi ripercussioni proprio nei confronti delle Donne e della loro condizione economica e sociale”. “Ancora una volta si sottraggono competenze all’avvocatura, unico soggetto legittimato ad occuparsi della difesa dei diritti delle persone, soprattutto di quelli personalissimi come in questo caso, per affidarle a terzi soggetti estranei al mondo giuridico e non meglio qualificati”, ha commentato Giovanni Malinconico, Coordinatore dell’OCF. “Questa riforma porta l’Italia indietro anni luce nella tutela dei minori e delle Donne, della loro libertà e dei loro diritti. Speriamo che la Festa della Donna sia l’occasione per un ripensamento da parte del governo, che riconduca il provvedimento entro i binari del buon senso e delle necessarie tutele garantite ai cittadini dal nostro sistema di Giustizia”, conclude Malinconico. All’interno dei nuclei familiari del nostro Paese, la donna è quasi sempre il soggetto più debole, per un problema ancora largamente irrisolto di parità di genere e di pregiudizi consolidati sull’attribuzione dei carichi familiari. La divisione dei ruoli fra madre e padre, come dimostrano ad esempio i dati INPS sulla diffusione del congedo di paternità facoltativo, è ancora netta nella maggior parte delle famiglie. (PO / red – 7 mar)
