Roma, 8 mar – Un confronto in ambito europeo evidenzia che, nel 2016, in media nei 28 paesi dell’Unione il 48% del totale di studenti che hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca è di genere femminile. Tra i dottori di ricerca che afferiscono alle aree STEM le donne sono il 39%. L’Italia consegue risultati superiori alla media europea sia per la percentuale di donne che concludono con successo il percorso di dottorato di ricerca (circa il 52%), sia per la buona percentuale di afferenza di donne ai settori tecnicoscientifici delle aree STEM (44%). Passando dalla formazione universitaria alla carriera accademica, la situazione cambia drasticamente. Nel 2017 le donne rappresentano complessivamente il 40,2% dei 67.917 docenti e ricercatori, con delle differenze tra i vari livelli della carriera accademica: rappresentano poco più della metà (50,3%) del totale del Grade D (equivalente ai titolari di assegni di ricerca), mentre sono appena il 23,0% del totale del Grade A (equivalente al ruolo dei professori ordinari). Fin dall’inizio della carriera accademica si ripropone una disomogenea distribuzione delle donne negli ambiti disciplinari. Tra tutti coloro che beneficiano di un assegno di ricerca nell’ambito “Medical and health sciences” le donne sono oltre il 70% mentre scendono a poco meno di un terzo (32,5%) nell’ambito “Engineering and technology”. (SEGUE)