Piacenza, 8 mar – Era l’ inizio dell’ anno quando Daniela Ongeri riceveva una mail dall’ Inghilterra con scritto: “Presto raggiungerò l’ Italia e vorrei conoscere tutti voi per esprimere la mia immensa gratitudine e visitare i luoghi dove mio nonno, grazie ai vostri genitori, ha trovato rifugio e si è salvato durante l’ ultima guerra”. La firma è di Liam Tufnell. Ma chi è Liam Tufnell e a che cosa si riferisce? E qui – si legge sulla Libertà di Piacenza – si apre una pagina di storia, vissuta durante l’ ultima guerra mondiale nell’ alta Val d’ Arda che ha coinvolto i genitori di Daniela: Giovanna (Giannetta) e Giuseppe (il Peppo) di Pedina di Morfasso. Peppo e Giannetta gestivano la famosa “Osteria del Peppo” che, nonostante gli eventi bellici, era sem Giannetta era nata a Londra da genitori morfassini emigrati La lettera di Liam, 27 anni, dall’ Inghilterra poi l’ incontro pre aperta a tutti, spesso anche di notte, per ospitare chi, al mattino, doveva prendere il pullman alle 6. Nella zona montuosa tra i boschi, dominati dal Monte Lama, rifugio dei partigiani, mentre l’ intera vallata era invasa dai tedeschi (siamo negli anni 1943-’44) erano rimasti lontano dal loro esercito, (non si sa se come osservatori e referenti o se dispersi) il capitano inglese Tom Tufnell e cinque suoi soldati, destinati sicuramente ad essere fatti, come minimo, prigionieri anche perché, non conoscendo i luoghi, non avrebbero mai trovato un rifugio sicuro per nascondersi. Ed è qui che avviene “il miracolo”, come lo definisce il nipote. Il comandante scopre che a gestire l’ osteria dal Peppo c’ è anche la moglie signora Giannetta che sa capire e parlare l’ inglese alla perfezione. Giovanna infatti era nata a Londra da genitori morfassini emigrati e lì aveva frequentato la scuola e rimasta sino al 1930. Ogni tanto con i genitori faceva ritorno a casa ed è proprio durante una di queste vacanze, che aveva incontrato Peppo, se ne era innamorata e lo aveva sposato, nel 1934. Quando il capitano inglese, con i suoi soldati, si recano da Giannetta per chiedere aiuto, i coniugi Ongeri non esitano; li accolgono nell’ osteria, li nascondono nel solaio (alternando il nascondiglio con una grotta naturale che si trova nelle vicinanze) e mettono a loro disposizione la radio trasmittente che si trova ben occultata in cantina, attivandola solo nelle ore notturne per comunicare con gli alleati. L’ inaspettato mezzo prezioso, vero tesoro in questi luoghi sperduti delle nostre montagne, rende possibile la salvezza dei 6 militari. Il capitano, ritornato in patria e terminata la guerra, ha sempre manifestato molta riconoscenza ai coniugi Ongeri,con i quali ha mantenuto una fitta corrispondenza e ha trasmesso tale sentimento di riconoscenza ai figli e ai nipoti.
(red)