Cassino, 11 mar – Mattarella ha poi ricordato l’episodio “del ragazzino quattordicenne – poco più di un bambino –annegato nel Mediterraneo, e recuperandone il corpo hanno trovato cucito nella giacca del suo vestito la pagella scolastica con i suoi voti. Questi casi – quelli che conosciamo ma chissà quanti non ne conosciamo, né conosceremo mai – di giovanissimi che attribuiscono alla loro pagella, ai loro risultati scolastici, il valore di un passaporto, o anche più di un passaporto, di un accreditamento di serietà e di impegno verso Paesi in cui speravano di poter sviluppare la loro vita, la loro cultura, il loro benessere, certamente interroga fortemente la nostra coscienza. L’ho voluto ricordare perché ha un altro significato, ulteriore: quello che lo studio costituisce insieme la spinta e lo strumento per la cultura, per l’interesse e il rispetto verso le culture diverse, verso le altrui opinioni, verso l’esperienza di altri. Lo studio costituisce la spinta e lo strumento per l’apertura, per il dialogo, per l’amicizia”.
(Sis)