Roma, 11 mar – “Il caso dell’Unione bancaria, ultima nata fra le costruzioni europee, è emblematico delle difficoltà in cui versa oggi l’idea europeista. A dispetto del suo nome, solo negli enunciati essa punta a integrare il mercato bancario in Europa, in realtà serve di fatto a difendere le banche di alcuni paesi dai problemi delle banche di altri. In questo senso non è un avanzamento sulla strada della sovranazionalità, è un arretramento”. Così Salvatore Rossi, presidente Ivass e direttore generale Banca d’Italia, in un passaggip della sua lezione aperta su “L’unione economica e monetaria” presso l’Università degli Studi Roma 3. Rossi, schierandosi per la conservazione dei legami europei, sottolinea che “essere integrati conviene a tutti gli europei: il benessere collettivo in Europa è tanto maggiore e meglio distribuito quanto più ci si avvicina a una vera federazione di Stati. La stessa importanza geopolitica di un’Europa unita è molto maggiore della somma di quelle dei singoli Stati che la compongono. Questa convenienza va fatta ridiventare sentimento”.