Roma, 12 mar – Le tre sigle chiedono anche la revisione delle norme sulla prestazione temporanea: “Migliaia di guide della Comunità Europea – afferma Manuela Cocco di Uiltucs – sfruttano in maniera scorretta i vantaggi concessi a chi non risiede stabilmente in Italia per lavorare qui tutto l’anno senza pagare le tasse nel nostro paese. Al contrario le guide ufficiali, che sono per lo più liberi professionisti a partita IVA, pagano tasse molto alte, ma si ritrovano senza ammortizzatori sociali”. “La protesta nasce da una crisi profonda del settore – aggiunge Melziade – La nostra professione manca di una legge di riordino da anni. L’abusivismo è ormai fuori controllo. Le guide con abilitazione vedono ogni anno il lavoro diminuire. Se non si arresta questa crisi, migliaia di guide e le loro famiglie non saranno più in grado di mantenersi con questo lavoro nei prossimi anni”. “La guida turistica è una delle figure centrali nel campo dei beni culturali, merita una legge che normi i titoli di accesso e le prove abilitative in modo adeguato – conclude la Ruggiero – La qualità e la competenza di chi lavora sui siti del nostro patrimonio culturale e li divulga vanno accertati. Il turismo è uno dei settori più redditizi per il paese e dovrebbe essere interesse del Governo tutelare tutte le professioni che ne sono le protagoniste”. (red / PO)