Roma, 12 mar – Secondo Sibilia è possibile inoltre “raggiungere l’obiettivo della partecipazione con il voto elettronico”: “E’ impensabile – ha spiegato il sottosegretario – che un cittadino di Napoli che magari per motivi di lavoro il giorno del voto si trova a Milano non possa votare”. “Il voto elettronico – ha continuato – non è uno strumento sostitutivo del voto ai seggi ma potrebbe essere una leva per incrementare la partecipazione. Sicurezza e segretezza del voto restano punti fermi qualsiasi sia il sistema utilizzato per esprimere le proprie scelte. L’ intento del Governo è quello di superare ogni ostacolo alla partecipazione dei cittadini alla vita del Paese”. Sibilia ha messo in luce le esperienze di voto elettronico in Paesi come gli Stati Uniti e il Brasile (“dove la sera stessa del voto si conoscono i risultati”) e ha sottolineato quelli che possono essere “i vantaggi del voto elettronico per i diversamente abili o per i fuori residenza”: “Il voto elettronico – ha sottolineato – è un sistema che permette a tutti, anche a chi non può recarsi ai seggi, di esercitare il proprio diritto”. “Un capitolo importante sono i costi” ha poi precisato Sibilia ricordando che l’ Estonia ha sperimentato questa modalità di voto risparmiando tempo e soldi. “L’Estonia – ha confermato Marco Mancarella dell’Università del Salento, rappresenta un punto di riferimento mondiale. Parlare di voto elettronico nel 2019 non è fantascienza ma l’Italia è indietro nel mondo. Nel nostro Paese – ha aggiunto l’esperto – c’è però resistenza al cambiamento. Su questo dobbiamo lavorare”. (SEGUE)