Roma, 13 mar – In vista della decisione del 20 marzo del Ppe sul destino del premier ungherese Victor Orban, il cui partito è ancora nella famiglia popolare, considerato un passaggio importante per definire il campo degli europeisti, Romano Prodi commenta in una intervista al Sole 24 Ore: “Il caso Orban non è importante quantitativamente, perché i suoi deputati sono solo otto, ma è molto importante per le future alleanze. Espellerlo dal Ppe sarebbe certo un problema, ma si è reso ormai incompatibile. Fino a poco tempo fa molti nel Ppe pensavano che Orban fosse per così dire a metà strada, ma negli ultimi mesi sono state fatte scelte che hanno cambiato la natura costituzionale dell’Ungheria rendendola incompatibile con il sistema liberal-democratico. Ma non so che scelta sarà fatta da Manfred Weber, il candidato del Ppe: bisogna vedere se prevarrà il bisogno di salvare l’anima o quello più immediato di non perdere voti. Da questo dipenderà anche l’assetto del dopo elezioni: il peso dei sovranisti sarà limitato ma probabilmente l’accordo tra Ppe e Pse non basterà e bisognerà aprire ad altre forze, i liberali con Macron e\o i Verdi”. (red)