Udine, 14 mar – Promuovere l’applicazione del Trattato Internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (Itpgrfa) e realizzare un interscambio tra le buone pratiche adottate in Italia e, in particolare, alla Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale dell’Università di Udine, e quelle adottate in Brasile nel Nord del Minas Gerais dal Centro di Agricoltura Alternativa “Vicente Nica” di Turmalina, nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale “Sementi del sapere” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. È questo l’obiettivo del seminario internazionale “Sementi del sapere. Biodiversità e sementi per le comunità locali: casi di studio tra Friuli e Minas Gerais”, in programma questa mattina all’Università di Udine, organizzato dal Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’ateneo friulano, in collaborazione con l’ong Centro di Volontariato Internazionale ed il Comune di Mereto di Tomba, con il sostegno della Regione. Il seminario è motivato dall’urgenza di sottolineare che la biodiversità agricola, strategica per la sostenibilità alimentare dell’umanità, continua ad essere a rischio di erosione in diversi ambiti e contesti produttivi. A livello mondiale, attualmente solo 150 specie vegetali sono coltivate, 12 delle quali forniscono approssimativamente il 75 % del nostro alimento e 4 di esse producono più della metà del cibo che viene ingerito dall’uomo. Questa “involuzione” ha incrementato la vulnerabilità dell’agricoltura e ha impoverito la razione alimentare umana. Il risultato è che alcune coltivazioni locali sono ora sottoutilizzate o trascurate. (red)