Strasburgo, 14 mar – “Beccato con le mani nella marmellata. Il moralista Guy Verhofstadt, che aveva dato del burattino al nostro presidente del Consiglio, ha accettato finanziamenti per il suo partito (l’Alde) da Monsanto-Bayer, condannata a risarcire 289 milioni di dollari negli Stati Uniti perché un giardiniere si era ammalato di tumore dopo aver usato un erbicida, che produce, contenente glifosato”, così dichiara l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara. “Il glifosato non è bandito in Europa. Il suo utilizzo grazie ai voti proprio dell’Alde è stato prorogato in tutta Europa fino al 15 dicembre 2022. Sarà un caso, ma proprio una esponente dell’Alde – il Commissario europeo Margrethe Vestager- aveva detto sì alla fusione Monsanto Bayer, nonostante i troppi dubbi antitrust e le preoccupazioni espresse da ben 80 ONG che si erano mobilitate contro la fusione. Questa è la dimostrazione più lampante di come le grandi multinazionali influenzano il processo decisionale europeo. Prima ottengono i favori, poi ringraziano finanziando i partiti complici”, aggiunge Ferrara. “Adesso capiamo perché Verhofstadt era così tanto arrabbiato con Conte: non gli stava a genio il fatto di confrontarsi con un politico libero da lobby e condizionamenti, un presidente del Consiglio di cui siamo orgogliosi perché rappresenta davvero gli interessi degli italiani”, conclude Ferrara. (red / UE)