Roma, 14 mar – Parte da Pordenone e dal Friuli-Venezia Giulia il tentativo dell’Unione europea di dotarsi di nuovi strumenti finanziari capaci di far collaborare amministrazioni pubbliche e investitori privati per finanziare progetti con impatto sociale. A Bruxelles, nell’Ufficio di collegamento della Regione Friuli-Venezia Giulia, sono state presentate le conclusioni del progetto AlpSib che, sotto la guida del Comune di Pordenone, ha coinvolto il polo tecnologico della città, la Regione Valle d’Aosta, Finpiemonte, l’italiana Next-Level e altri nove partner in Francia, Austria, Germania e Slovenia. “Ogni partner si è concentrato sulle esigenze sociali che riteneva più importanti per il proprio territorio. Noi abbiamo scelto i ‘neet’, ovvero i giovani che non lavorano, non cercano un impiego e non studiano e gli anziani”, spiega Guglielmina Cucci, assessora con delega ai fondi Ue del Comune di Pordenone, che ha partecipato all’incontro introducendo l’iniziativa con un videomessaggio dell’assessora regionale al lavoro, Alessia Rosolen. Nel suo intervento a Bruxelles, Cucci ha sottolineato l’importanza di queste iniziative in termini di rilancio delle aree montane in un’ottica maggiormente rispondente ai bisogni sociali emergenti, ai quali il welfare fatica a fornire risposte in tempi adeguati. Il progetto – finanziato con 2,15 milioni di euro totali, 1,83 dei quali provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale – ha permesso di elaborare una modalità contrattuale pubblico-privato omogenea per tutto l’arco alpino ed ha catturato l’attenzione delle istituzioni Ue, che lo hanno individuato come buona pratica da condividere tra gli Stati Membri e come una via possibile per ovviare alla stretta del credito. (UE / BIG ITALY / Lgs)