Semaforo verde alla firma del memorandum con la Cina dopo il vertice tenuto a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e quello dell’Economia Giovanni Tria. “Il memorandum è un accordo quadro non vincolante, non è un accordo internazionale” precisa il premier Conte al termine del vertice, annunciando il via libera e assicurando sul 5G che “non mettiamo in gioco nessun asset strategico” e che sono al vaglio tutte le contromisure.
DI MAIO. “La Via della Seta si firmerà ed è un memorandum of understanding che permetterà alle nostre imprese di esportare più made in Italy nel mondo e quindi anche in Cina e questa è una buona occasione per la nostra economia e per le nostre aziende – afferma Di Maio fuori da Palazzo Chigi – Gli Usa non hanno ragione di preoccuparsi perché restano il nostro principale alleato. Anzi ho apprezzato a suo tempo quando Trump ha detto ‘America first’, e allora io dico “Italia first’, miriamo a tutelare gli interessi dei nostri imprenditori che vogliono portare il made in Italy nel mondo, lo facciamo firmando degli accordi commerciali che non sono accordi politici ma restiamo alleati degli Stati Uniti, restiamo nella Nato e all’interno del patto dei Paesi occidentali”. Di Maio esclude poi che per questo accordo il “prezzo” da pagare agli alleati della Lega sia il via libera agli F35: “Non c’è nessuno scambio, il dossier F35 è nelle mani del presidente Conte e della ministra Trenta. Sugli F35 penso che il M5S debba continuare a chiedere di rivisitare questo progetto: quelli che erano gli arretrati li abbiamo pagati perché non ci facciamo parlare dietro da nessuno, ma bisogna rivisitare il progetto per investire in cybersicurezza”.
LEGA. La posizione della Lega è invece affidata a una nota: “È fondamentale aiutare le aziende italiane a crescere ed esportare all’estero, per raggiungere i numeri di Francia e Germania, e per questo ringraziamo per il grande lavoro fatto Conte, Di Maio e Geraci (sottosegretario leghista al Mise, ndr). Ovviamente la sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli italiani, poi l’interesse economico”. (Roc – 15 mar)