Roma, 18 mar – L’Italia da bere piace sempre di più. È un trend inarrestabile – si legge su Il Giorno (edizione Milano) che sta prendendo piede in tutti i continenti. Dall’Europa, agli Stati Uniti, alla Russia, al Canada, all’estremo oriente, all’Australia, non c’è bar, ristorante o catena di Gdo che conti qualcosa che non abbia bene in mostra una bottiglia Made in Italy. E non stiamo parlando del vino che merita una narrazione a parte ma di vermouth, amari, acquaviti e superalcolici che stanno vivendo una seconda giovinezza. D’ altronde cocktail iconici come il Martini, il Negroni e il Campari hanno il Dna Italiano e non sarebbero mai nati se non ci fossero stati i produttori della penisola. Ed è soprattutto all’ estero che stanno vivendo una crescita inarrestabile. Dopo il +14,4 % registrato nel 2017, lo scorso anno è stato quello del boom: l’export dei liquori italiani ha raggiunto un valore pari a 1 miliardo 78 milioni di euro con una crescita percentuale del 25 per cento. “Negli Usa – si legge su Il Giorno – si evidenzia il grande balzo in avanti con 179 milioni di Euro ed una clamorosa variazione percentuale del 48% sull’ anno precedente. Numeri incredibili. La Brexit e lo scenario del no deal desta però molte preoccupazioni, essendo il Regno Unito uno dei mercati principali con 109 milioni di Euro e una crescita del 38 per cento sull’ anno precedente. (BIG ITALY / red)