Milano, 19 mar – Un passaggio epocale per la cardiologia interventistica e per
milioni di persone in tutto il mondo che, in caso di stenosi aortica, grazie alla
TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), non dovranno più sottoporsi a un
intervento a cuore aperto. L’annuncio al Congresso dell’American College of
Cardiology in corso a New Orleans, dove sono stati presentati i risultati di due
importanti studi clinici. “Si tratta di una notizia che cambierà la storia della
nostra disciplina – annuncia Giuseppe Tarantini, Presidente GISE (Società Italiana
di Cardiologia Interventistica), Professore Associato e Direttore dell’UOSD
Cardiologia interventistica del Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e
Vascolari del Policlinico Universitario di Padova -. I due maggiori trials
randomizzati di confronto fra TAVI e sostituzione valvolare aortica chirurgica nel
paziente a basso rischio, sono andati ben oltre le aspettative. Non solo la TAVI ha
raggiunto la non-inferiorità rispetto alla sostituzione valvolare chirurgica in
termini di mortalità ed incidenza di ictus cerebrale, ma in uno studio si è
dimostrata superiore alla chirurgia per quanto riguarda l’incidenza di morte,
ictus, re-ospedalizzazione ad un anno. Sarà una rivoluzione per il percorso
terapeutico della stragrande maggioranza dei pazienti affetti da stenosi valvolare
aortica, il cui trattamento sarà sempre più appannaggio della cardiologia
interventistica”. (BIG ITALY / SEGUE)