Trento, 21 mar – Che tanti under 30 scelgano di trasferirsi all’ estero non è peculiarità di Trento: “E’ una tendenza generale di tutta Italia – evidenzia Giuseppe Sciortino, prorettore alle politiche del talento e alla valorizzazione della ricerca dell’Università di Trento – i numeri evidenziano però un fenomeno che è cominciato molto tempo fa”. Lo riporta oggi Il Corriere del Trentino. Secondo «Trento statistica», la pubblicazione che «fotografa» i residenti nel comune di Trento al 31 dicembre di ogni anno, l’81,5% delle 2.963 cancellazioni dall’anagrafe avvenute nel 2018 ha riguardato cittadini italiani con un’età media di 29,5 anni che hanno lasciato il capoluogo per l’estero: Regno Unito e Germania le destinazioni più gettonate. “Le persone cambiano residenza, tuttavia, solo molti anni dopo essersi trasferite – fa notare Sciortino – un po’ per ritrosia un po’ per comodità, un po’ perché si pensa di stare via magari sei mesi e non una vita”. Non è detto, poi, che le cancellazioni non si possano trasformare in nuove iscrizioni: «Se qualcuno rientrerà dall’ estero con un’esperienza internazionale sarà un bene per il capoluogo, ma anche se arrivano altre persone – dichiara il docente – la vitalità di una città è data dal rapporto fra iscrizioni e cancellazioni, se nessuno volesse venire a Trento allora ci sarebbe un problema». Il saldo migratorio è positivo: nel 2018 si sono iscritte all’ anagrafe del capoluogo 831 persone in più rispetto all’ anno precedente, in totale 3.794 (il 25,6% dall’ estero, il 37% da altre province d’ Italia e il 37,3% da altri comuni della provincia). (Red)
