La maggioranza gialloverde conferma la fiducia in Danilo Toninelli, e respinge le due mozioni contrarie presentate dal Partito democratico e da Forza Italia, che pure hanno votato compattamente sia il proprio testo che quello altrui. Come previsto dai numeri, il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture esce indenne dalla mattinata del Senato, ma forse provato dalla quantità e anche dai toni delle contestazioni ricevute, a volte in tono perfino irridente: dalla gestione della questione Tav Torino-Lione all’accusa “di aver delegato a Salvini la questione dei porti nelle politiche di immigrazione” passando per alcune delle presunte gaffe: dopo la replica del ministro, si è assistiti anche a uno scontro ‘a colpi di Google’ tra Forza Italia e Movimento 5 Stelle, con Sandro Mario Biasotti di Forza Italia che nel suo intervento suggerisce a Toninelli: “Visto che lei gioca sempre al cellulare, faccia una cosa: scriva ‘Toninelli’ su Google e veda cosa esce come primo risultato…la risposta è ‘gaffe'”. Nicola Airola, di M5S, replica urlando che invece il primo suggerimento del motore di ricerca digitando Berlusconi è “bunga bunga” e viene pe questo ammonito dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati. La quale poco poco censura anche Francesco Giro (FI) che aveva fatto il gesto delle manette. In precedenza, nel corso di una seduta molto accesa, Casellati aveva sospeso l’aula per qualche minuto quando Forza Italia aveva esposto cartelli con la scritta “Toninelli lo facciamo per te” e si era scontrata con Andrea Marcucci (Pd) reo di aver contestato il rilievo sul tempo in scadenza per il proprio intervento. Toninelli in sede di replica ha risposto punto su punto, prima attaccando su Genova e il crollo del Ponte (“che ha palesato all’Italia intera le nefaste conseguenze dell’abdicazione dello Stato al suo ruolo di regolatore e soprattutto di controllore”) spiegando che “abbiamo messo in campo soluzioni celeri e concrete, avviando la ricostruzione del Ponte senza l’intervento del concessionario che, come avevamo promesso, non sta toccando nemmeno un mattone, ma sta pagando i lavori e i risarcimenti alle famiglie e alle imprese”. Poi difendendosi sulla Tav: “Nel contratto di Governo si legge testualmente che: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Questo impegno è stato la stella polare della mia azione sul dossier in questi mesi. Si tratta di un obiettivo che nessuno ragionevolmente potrebbe contestare se si uscisse dalla sterile polemica e si considerasse anche solo la sproporzione dell’impegno finanziario tra l’Italia e la Francia, che è stato assunto dai Governi precedenti contro l’interesse nazionale”. E concludendo: “Gli attacchi che mi sono stati rivolti, tutti concentrati sulla mia persona e casualmente partiti quando abbiamo messo in discussione il sistema delle concessioni autostradali, rappresentano la miglior prova dell’inconsistenza degli argomenti usati contro il mio operato. C’è ancora tanto da fare per ridimensionare chi ha avidamente divorato il Paese e per rimettere al centro i cittadini. Ma sono orgoglioso di quello ho realizzato come Ministro e che abbiamo portato avanti come Governo. E rifarei tutto senza esitazioni”.
