Bolzano, 22 mar – La fuga di cervelli colpisce anche l’ Alto Adige. L’ Istituto di ricerca economica (Ire) della Camera di commercio di Bolzano, in collaborazione con l’ ufficio Osservazione mercato del lavoro della Provincia di Bolzano ha presentato un’ analisi riguardante l’emigrazione e l’ immigrazione da e verso l’ Alto Adige in tema di mercato di lavoro. “È uno degli studi più importanti che abbiamo fatto negli ultimi anni. Ci deve far pensare e impegnare al massimo per fare in modo che il fenomeno della fuga di cervelli diminuisca il prima possibile” afferma il presidente della Camera di commercio di Bolzano Michl Ebner a il Corriere dell’Alto Adige. Secondo i dati presentati alla Camera di commercio, nel periodo che va dal 2012 al 2017 sul territorio altoatesino in media ogni anno sono arrivate 4.700 persone e ne sono andate via 3.500. Per rendere l’ idea, nel 2016 si sono trasferite in Alto Adige 5.975 persone, per contro ne sono andate via 3.430. Il saldo aritmetico, dunque, è positivo. La cifra di chi se ne va è aumentata quasi continuamente nel quinquennio considerato: da 1.100 persone nel 2012 a 1.500 nel 2017. Il numero dei ritorni è invece rimasto sempre molto basso, oscillando tra le 26 e le 81 persone l’ anno. C’ è di più: il 70% degli emigrati altoatesini hanno una formazione accademica, spesso nell’ ambito scientifico. I cosiddetti “cervelli in fuga”, per usare una definizione di moda. Germania, Svizzera, Regno Unito le destinazioni preferite. (Kgn)