Roma, 22 mar – “La situazione idrologica del Paese – evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) in previsione della Giornata Mondiale dell’Acqua – si è capovolta nel giro di pochi anni, obbligando a nuove strategie infrastrutturali, iniziando dal Piano Nazionale Invasi di cui, grazie all’impegno del M.I.T. e del Mi.P.A.A.F.T., stanno arrivando le convenzioni indispensabili all’avvio delle procedure di assegnazione dei primi 30 interventi; analogamente stanno per essere emanate le graduatorie degli interventi nell’ambito del Piano Irriguo Nazionale. La salvaguardia del patrimonio idrico, deve essere impegno comune verso una nuova civiltà dell’acqua.”
In concomitanza con la Festa di San Benedetto, patrono dei bonificatori, l’ANBI fa il punto sullo stato delle risorse idriche del Paese, dove è forte la preoccupazione per le future disponibilità d’acqua, permanendo un insufficiente apporto di pioggia ed un manto nevoso largamente inferiore ai quantitativi del periodo.
A ben rappresentare la gravità del quadro, che potrebbe disegnarsi, stanti le attuali condizioni, è il bacino padano, dove la portata del fiume Po è indicativamente la metà della media del periodo (a Cremona: 538 metri cubi al secondo invece di 1086; a Boretto: mc/sec 616 invece di 1226; a Pontelagoscuro: mc/sec 770 invece di 1533) con l’inevitabile risalita del cuneo salino per oltre 10 km nel Po, che ha già contaminato le prese irrigue più vicine alla foce. Ancora più evidente è la criticità del momento, analizzando i dati di altri fiumi dell’Emilia Romagna, già protagonisti di disastrose alluvioni in anni recenti: l’Enza ha una portata di 0,06 metri cubi al secondo contro una media di 17,3; il Reno di mc/sec 2,89 contro una media di 25; il Secchia addirittura di mc/sec 2,02 invece di 31,2! (SEGUE)