Roma, 25 mar – Gli interlocutori diretti di queste 15 proposte sono i partiti, i soggetti del mondo della cultura, del lavoro, della cittadinanza attiva, della scuola, della salute e della rete digitale che vogliono farsene promotori. Ad esempio il Comune di Napoli ha già deliberato riguardo all’accordo di collaborazione con il Forum Disuguaglianze Diversità. Come ha affermato Barca “Il Forum si propone in ultima analisi che alcune delle proposte che abbiamo fatto siano adottate e vengano attuate. Alcune richiedono norme, altre negoziazioni, altre ancora, come la proposta sugli appalti, non hanno bisogno di norme, ma che l’amministrazione pubblica e la politica si sveglino e facciano cose”.
In merito alla mattinata di presentazione Barca si è detto “particolarmente colpito dall’attenzione del pubblico, che per 3 ore ci ha ascoltato senza la chance di poter parlare. Mi hanno colpito, infine, moltissimo gli interventi degli imprenditori, dei 4 comuni italiani che hanno deciso di stare con noi, come i segretari generali della CGIL e della CISL. I partner possono non essere concordi in qualche punto, ma riconoscono che questo è il terreno di discussione, quindi lavoriamo assieme, perché “Yes we can””. Il Forum, infatti, vuole ridurre le disuguaglianze, partendo da quella della ricchezza che genera tutte le altre, in larga misura frutto di politiche pubbliche, e che è cresciuta nell’ultimo trentennio nei paesi occidentali e si riflette sullo sviluppo, come spiega proprio Anthony Atkinson in “Inequality. What can be done?”, ispiratore del Forum. (SEGUE)