Roma, 25 mar – “Scriveva Piero Calamandrei – ha aggiungo la Casellati – ‘Dalla Resistenza, dalla lotta cruenta, è nato un dovere civile di lavorare insieme. Questo impegno solenne ha un nome: Costituzione’. ‘Sulle mura di questo grande edificio – diceva sempre Calamandrei a proposito della nostra Costituzione – tante finestre si aprono verso l’avvenire. Dalla più alta di queste finestre (l’articolo 11) si riesce a intravedere laggiù, quando il cielo non è nuvoloso, qualcosa che potrebbe essere gli Stati Uniti d’Europa e del mondo’. Non dobbiamo dimenticare mai questa profonda aspirazione della nostra Repubblica, tanto più oggi, in un momento in cui l’Unione mostra segni di stanchezza e di pericolosa rassegnazione. Frutto certo anche di errori, di scelte poco lungimiranti e di mancanza di coraggio. Ma proprio la memoria dei nostri padri, delle lacrime e del sangue con cui il popolo italiano ha cementato i muri maestri della Costituzione, ci deve imporre di guardare avanti con ottimismo. La nostra riflessione comune deve prendere le mosse proprio dal Trattato di Roma e dal Mercato comune, l’organizzazione dalla quale è fiorita la pianta dell’integrazione del nostro continente, un mercato che ha garantito decenni di progresso economico e sociale”. (SEGUE)