Roma, 25 mar – Insomma, dice Di Maio, ed è un messaggio a Salvini: “Non stiamo a girarci troppo intorno. Diamo la cittadinanza a quel bambino. C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta. Come ho già detto, questo è un Paese che vale molto di più della semplice indignazione: dimostriamolo. Iniziamo a guardare avanti. Facciamolo. Senza perderci in facili strumentalizzazioni”. La questione, partendo dal caso del piccolo Ramy, rischia di riaprire però tutto il capitolo ius soli, interrotto nella scorsa legislatura dopo la prima approvazione alla Camera: il sindaco di Milano Beppe Sala chiede che il Parlamento torni a discuterlo, Salvini replica che per carità, “si può discutere di tutto e non sarò io a impedirlo ma non mi sembra una priorità. Di certo in Consiglio dei ministri non si parlerà di ius soli”.
(Sis)