“Ma non si possono fare confronti. Alle Regionali il voto ha connotazioni diverse, interessi diversi e nonostante tutto in Basilicata oggi siamo la prima forza politica”, “ho visto una interessantissima analisi di Antonio Polito, in cui dice che il centrodestra è un fantasma, vince ma non esiste. Del resto quel che è accaduto in Basilicata è indicativo, parliamoci chiaro: vince un candidato di Berlusconi e tutti fanno festa. Contenti loro. Per quanto mi riguarda: noi corriamo con la nostra lista, altri fanno le ammucchiate. Piuttosto che governare insieme a Berlusconi, il M5S se ne va all’opposizione. Sono scelte di campo. Noi siamo autonomi, con qualche difetto come tutti, ma siamo autonomi, non abbiamo bisogno di Berlusconi”. Lo afferma Luigi Di Maio in una intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Diciamola tutta: vogliamo correre alla pari? Bene, non vediamo l’ora. Modifichiamo la legge elettorale per le Regionali, diamo il premio solo alla lista e non alle coalizioni, poi vediamo se le cose cambiano”. Invitato a commentare la discussione interna sulla riforma del M5S risponde: “Ora porteremo avanti questa evoluzione. Ci stiamo preparando a un salto in avanti, cresceremo ancora di più e lo faremo già in occasione delle Europee” ed “il Movimento non sta prendendo proprio nulla. Ci siamo tutti, seppur in forma diversa. Grillo resta il garante, Alessandro il primo tra gli attivisti e poi ci sono i parlamentari, i nuovi eletti, c’è un processo di crescita notevole”. Inoltre spiega che con la Lega “c’è un confronto, non le chiamerei frizioni. Certo mi è dispiaciuto vedere che si sono sollevate polemiche ingiustificate su misure di buon senso come ad esempio la via della Seta. Sono polemiche che non ho compreso e faccio fatica ancora a comprendere. Ed è su questo che magari un chiarimento può far bene. Poi abbiamo valori diversi su molti fronti, mi sembra evidente. Uno tra tutti il concetto stesso di famiglia: per me la famiglia è sacra, il M55 propone di aumentare le pene per chi compie violenze contro le donne, a Verona c’è qualcuno che è allergico a questo dibattito”. (26 mar – red)