Roma, 28 mar – “Il Ministro Di Maio a New York ha scoperto l’America. Ha scoperto, cioè, che gli italiani all’estero sono stati esclusi dal reddito e, aggiungiamo, dalla pensione di cittadinanza e ha detto che studierà una norma per cercare di recuperarli”. Lo affermano i Parlamentari PD Estero Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò, Massimo Ungaro. “I più contenti dall’annuncio dovremmo essere noi che siamo stati gli unici finora a denunciare questa vera e propria lesione di cittadinanza e ad offrire, sia alla Camera che al Senato, gli strumenti parlamentari per farlo mentre il decreto era ancora in discussione – continuano i parlamentari dem -. Il Ministro Di Maio, però, si è dimenticato di aggiungere che non si è trattato di una svista o della solita “manina” perversa, ma di una consapevole e netta posizione politica, dal momento che ai nostri emendamenti e ai nostri interventi il Governo e la maggioranza hanno opposto un rifiuto esplicito e numericamente insormontabile. Cosa è cambiato nel frattempo? Il mimetismo (per essere eleganti) del Ministro di Maio è troppo noto per dare tranquillamente credito alle sue parole e la cosa più probabile è che si sia trattato di un éscamotage per trarsi d’impaccio di fronte ad una platea per lui imbarazzante. In ogni caso, comunque, la via è fatta, gliela abbiamo spianata noi con il nostro lavoro, basta percorrerla con sincerità e reale volontà politica. Ma per essere chiari, già la partenza non ci piace. Il Ministro ha detto, infatti, che “auspica di lavorare a una norma che l’introduca per gli italiani all’estero”. Perché una norma specifica per gli italiani all’estero come se si trattasse di una categoria speciale? Non sono cittadini come gli altri?”. (SEGUE)