Roma, 28 mar – “C’è la necessità di associare qualsiasi account social a un documento di riconoscimento, perché inevitabilmente l’anonimato incoraggia tutta una serie di dinamiche tra cui quella drammatica del revenge porn”. Lo dice a 9Colonne la blogger e giornalista Selvaggia Lucarelli, a margine della conferenza stampa di presentazione di una legge contro il revenge porn presentata dal Movimento 5 Stelle. “C’è bisogno di una tracciabilità di queste persone – conferma Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la ragazza mortsa per suicidio dopo la diffusione online di materiale pornografico da parte del suo ex – perché si sentono libere di fare quello che vogliono e questa storia deve finire. L’unico deterrente è la responsabilità personale: bisogna essere consapevoli e responsabili di quello che si va a dire”. Secondo Lucarelli e Giglio, “la responsabilità degli amministratori sui contenuti che vengono pubblicati sulle pagine è assolutamente necessaria, perché lì si consuma di tutto. Se ne mio gruppo facebook, viene pubblicato il video di Tiziana Cantone non posso fingere di non accorgermene o se non me ne accorgo davvero vuol dire che non sono in grado di fare l’amministratore e di vigilare sui contenuti, e in quanto tale vengo punito”.
(PO / Sis)