roma, 28 mar – Quasi contemporaneamente, però, Laura Boldrini, Federica Zanella, Alessia Morani, presentano alla Camera emendamenti al cosiddetto ‘Codice Rosso’, il ddl che introduce modifiche al codice di procedura penale in materia proprio di violenza di genere: quello della Boldrini, prima di una lunga sospensione, viene respinto a scrutinio segreto per appena 14 voti, quello di Zanella (FI) non viene ammesso nonostante sia pressoché identico al testo del Senato (sostanzialmente cambiano lievemente, al rialzo, i limiti di pena previsti). Davide Zanichelli assicura che “non vogliamo assolutamente eludere il tema, il nostro impegno va oltre attraverso un testo di legge specifico che possa essere più approfondito. Serve una legge complessiva e articolata, e non un emendamento non sufficientemente approfondito”. E la stessa spiegazione la dà la stessa Giulia Sarti, via Facebook: “In virtù di quel che ho passato, io così come molte altre donne purtroppo, ci tengo a sottolineare che il caso in questione non può certo risolversi attraverso l’approvazione di un mero emendamento”. Spiegazioni che però non convincono le opposizioni: “Ci sono volute quasi 4 ore per decidere che la nostra proposta non poteva essere accettata: non si è deciso di introdurre il loro testo, uguale a quello del disegno di legge presentato al Senato, come emendamento al Codice Rosso – dice Alessia Morani – Non si fa perché non c’è la volontà di farlo, altrimenti sarebbe stato introdotto sin da subito. E’ una grande presa in giro”. Alla fine, dopo molte polemiche, Fico convoca la capigruppo, che decide per il rinvio.
(PO / Sis)