Roma, 28 mar – Pasticcio interparlamentare sul revenge porn, e alla fine il voto su Codice Rosso slitta: se ne riparlerà la settimana prossima. Il caso è andato in scena oggi tra il Senato e la Camera, sul tema così attuale come quello della condivisione per vendetta di immagini private e/o pornografiche dell’ex compagna, da aver toccato recentemente anche la deputata pentastellata Giulia Sarti. Questa mattina il Movimento 5 Stelle aveva presentato in conferenza stampa a Palazzo Madama una proposta di legge contro il revenge porn, con la benedizione di Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone e delle giornaliste e conduttrici Monica Sciarelli e Selvaggia Lucarelli: scritto da Elvira Evangelista, prevede da 6 mesi a 3 anni di carcere per chi pubblica foto o video privati sessualmente espliciti senza l’espresso consenso delle persone rappresentate “al fine di provocare nelle persone offese gravi stati di ansia, timore o isolamento” e la possibilità di inoltrare al gestore del sito web o social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti. La pena diventa da 1 a 4 anni se a farlo è il partner o l’ex partner della persona offesa; e da un 5 a 10 anni se la persona offesa si toglie la vita e sono previste inoltre linee guida per la formazione degli studenti e del personale scolastico “perché manca – spiega la Evangelista – negli adulti come nei giovani l’uso consapevole del web”.
(PO / SEGUE)