Roma, 29 mar – “L’ export per l’ Italia è il traino e il centro della crescita. L’ obiettivo è assistere le imprese nel processo di internazionalizzazione, nell’ incremento delle esportazioni e nella capacità di attrarre capitale che poi reinvestono in Italia. Il piano straordinario del made in Italy ha avuto con la legge di stabilità del 2019 un nuovo stanziamento di 140 milioni affidato all’ Agenzia Ice. Il cuore dell’ iniziativa è sostenere iniziative di promozione, portare imprese italiane a fiere estere o portare compratori stranieri nelle fiere italiane, lanciare nuovi marchi nella grande distribuzione e sostenere la cultura internazionale di imprese nostrane, ad esempio col nuovo “global start-up program”. Il ritorno è importante, nella moda e nell’ alimentare sono stati promossi 1.350 marchi italiani in 4 anni con un moltiplicatore di fatturato pari a tredici”. Così in un’intervista alla Stampa Carlo Ferro, presidente di Agenzia Ice, che parla anche del programma per le start-up: “Si tratta di accompagnare sino a 120 start-up a fare un’ esperienza in un ecosisistema estero in Usa, Cina, Gb, India e Slovenia, per creare opportunità e renderle più attraenti agli occhi degli stessi investitori italiani”. Gli Usa cosa rappresentano per l’ Italia? “Rappresentano un partner e un mercato con tassi di crescita al 3% e che ha per il made in Italy attenzione e sensibilità culturale per la qualità dello stile di vita e del territorio. Occorre poi allargarsi a più Stati Usa possibile, ad esempio, con prodotti come il vino. Per questo il decreto sull’ enoturismo è importante”. E la Cina? “La Cina rappresenta un terzo del Pil mondiale, e crescere a livello di impresa intercettando nuova domanda è più facile che sostituendosi nella quota di mercati di altri concorrenti”. (red)