Roma, 29 mar – A Vicenza, un mese fa, aveva promesso i decreti attuativi per i truffati dalle banche. Cos’è successo? “C’è una questione di compattezza all’interno del governo. Il Movimento 5 stelle chiede di firmare i decreti nei prossimi giorni. Bisogna capire se la Lega è con noi”. L’ostacolo non è il ministro dell’Economia Tria? “Non si tratta di convincere Tria, ma di esprimere chiaramente la posizione di chi hai voti in Parlamento. Chiediamo la firma da settimane. Nelle prossime ore la situazione va sbloccata”. La commissione d’inchiesta sulle banche “Deve essere avviata il prima possibile per mettere la giustizia sociale al centro delle dinamiche bancarie. Gli italiani hanno il diritto di conoscere la verità sulle crisi che hanno bruciato così tanti risparmi”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica il vicepremier Luigi Di Maio che sullo slittamento dell’approvazione del decreto crescita nega che il governo sia paralizzato dai contrasti: “si tratta semplicemente di una misura complessa. La vareremo al massimo lunedì”. Cosa c’è dentro? “La cosa importante è prendere i 2 miliardi della mini Ires, che non era una nostra idea e non ha funzionato, e metterli sulla detrazione al 100 per cento su capannoni e beni strumentali. Poi c’è la norma per evitare che i marchi storici finiscano in mani straniere, ispirata alla vicenda Pernigotti. Dietro il valore di un marchio c’è la manodopera, c’è chi ha lavorato per crearlo, e vogliamo che questo sia rispettato. Infine, ci sarà un nuovo meccanismo per dare credito alle imprese”. Salvini e Giorgetti spingono su Tria perché possa partire subito la flat tax. È d’accordo? “È un obiettivo del governo, ma non si può fare con i due miliardi della mini Ires: costa di più. Bisogna dirsi la verità e capire quanto. Poi io sono il primo a voler abbassare le tasse”. Ha detto che non ci sarà alcuna manovra correttiva, ma i conti vanno male: come si potranno sterilizzare a fine anno le pesantissime clausole di salvaguardia sul’Iva? “Col decreto crescita sbloccheremo investimenti e favoriremo linee di credito perle aziende proprio per far aumentare il pil. Poi, nel def, inseriremo gli effetti della legge”. (red)