Roma, 1 apr – Nel mirino delle imprese c’è anche la “carenza di attenzione” che l’amministrazione capitolina dedicherebbe ai suggerimenti derivanti dal mondo delle imprese: “Non ci sentiamo sufficientemente ascoltati. Dove invece lo siamo stati, assieme all’amministrazione abbiamo ottenuto risultati come la riduzione del 6% della tari per gli esercizi commerciali. I temi di cui dovremmo discutere sono tanti e riguardano i molti settori oggi rappresentati. Alcuni, come la chiusura delle 3 fermate della metropolitana o la chiusura del centro storico alle 19, riguardano tutti. Dobbiamo ragionare con un progetto integrato, soprattutto sulla mobilità. Se chiudiamo il centro storico alle 19, come ci arriviamo, considerando che su 2250 bus ne funzionano a malapena 1500? Inoltre, per la nostra categoria, credo che non considerare il turismo come una voce portante dell’economia di questa città sia un grande problema. E allora qui introduco un nuovo tema: trasformiamo Roma in un brand, come avviene per Parigi o Washington”, ha detto Simona Petrozzi, presidente del Gruppo Terziario Donna di Confcommercio. Maggior cooperazione, dunque, tra imprese e amministrazione, al fine di ottimizzare le risorse disponibili interpretando le necessità della popolazione, come auspicato anche dal presidente di Federlazio edilizia, Alessandro Sbordoni: “Negli ultimi 15 anni è mancata un’azione condivisa, Roma si è contraddistinta per incapacità di attrarre risorse. Si deve cambiare strategia, si vive troppo la sensazione di incuria che poi genera degrado”. Ha preso parte alla conferenza anche Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma, che ha detto: “Non possiamo essere la cenerentola delle città. Abbiamo bellezze storiche archeologiche che nessuno ha, eppure non bastano più. Non basta più il Colosseo né San Pietro. Il settore dell’agroalimentare va molto bene. Ma negli altri settori, anziché entrare, si esce. Un tempo il turismo compensava, oggi non più”. (SEGUE)