Milano, 2 apr – La fioritura di molte specie di piante avviene durante la
stagione primaverile, regalandoci un’esplosione di colori e profumi. Ma come
fanno le piante a sapere il momento esatto per fiorire e produrre i semi?
Sappiamo che le piante misurano parametri ambientali, come la temperatura e la
lunghezza del giorno, per monitorare il passaggio del tempo stagionale e
prepararsi a un cambiamento delle condizioni esterne. L’assoluta sincronia nella
fioritura di piante appartenenti alla stessa specie sottolinea peraltro come la
misurazione di questi parametri sia molto precisa. In molte specie, fra cui i
cereali, la formazione dei fiori è associata alla crescita rapida del fusto, che
garantisce ai fiori appena formati di essere portati in alto, al di sopra delle
foglie, in modo che il loro polline possa essere più facilmente distribuito.
Pertanto, la fioritura e riproduzione della pianta sono scomponibili in due
aspetti: la formazione vera e propria dei fiori e l’allungamento dello stelo che
li sostiene. I due processi devono essere coordinati, ma fino ad ora non era
chiaro quali segnali consentissero di sincronizzarli. Uno studio pubblicato su
Nature Plants dal gruppo del Professor Fabio Fornara, del Dipartimento di
Bioscienze dell’Università Statale di Milano, ha ora dimostrato quali segnali
ambientali e molecolari regolino i due processi nel riso, una specie modello per
lo studio dei cereali. La pianta percepisce l’arrivo di una stagione favorevole
alla fioritura misurando variazioni nella lunghezza del giorno. Quando questa
lunghezza è opportuna, le foglie producono segnali florigenici (che stimolano la
fioritura). I florigeni sono piccole proteine in grado di muoversi nella pianta,
attraverso i suoi tessuti conduttori, raggiungendo l’apice del germoglio, sede
delle cellule staminali della pianta, dove vengono formati i fiori. Lo studio di
Nature Plants ora dimostra che gli stessi segnali florigenici servono anche per
preparare il fusto della pianta ad allungarsi. (BIG ITALY / SEGUE)