Milano, 2 apr – Il meccanismo richiede l’aumento della sensibilità del fusto ad
ormoni chiamati gibberelline, responsabili della crescita delle piante. Quando
segnali florigenici arrivano all’apice del germoglio, rendono il fusto
particolarmente sensibile alla presenza di questi ormoni e ne causano il rapido
allungamento. L’uso di nuove tecnologie genetiche, come il gene editing, ha
permesso ai ricercatori di creare mutazioni mirate nei geni che regolano questo
processo, separando il processo di allungamento del fusto dalla fioritura, e
permettendo di ottenere piante che iniziano a crescere molto rapidamente in
altezza, già molto prima che siano pronte per fiorire. Lo studio ha varie e
fondamentali implicazioni, anche considerato che il riso è un’importante specie
di interesse agrario e nutre almeno metà degli abitanti del pianeta, in paesi in
via di sviluppo ma anche in Europa, dove l’Italia è il primo produttore. “I
risultati ottenuti, ha commentato Fabio Fornara – ci consentono di approfondire i
meccanismi che regolano il passaggio della pianta di riso alla fase riproduttiva,
premessa necessaria per la produzione di semi e frutti. Inoltre, comprendere come
la regolazione della fioritura e della taglia siano coordinate e avere la
possibilità di modificare il sistema a piacimento grazie alla genetica
molecolare, apre la strada al miglioramento di caratteri importanti dal punto di
vista agronomico”. A questa ricerca hanno partecipato, oltre al personale del
Dipartimento di Bioscienze, anche la Dottoressa Vittoria Brambilla (Dipartimento
di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia) e le
Dottoresse Esther Carrera e Isabel Lopez Diaz dell’Università Politecnica di
Valencia. (BIG ITALY / red)